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«All’inizio
era stato accompagnatore pubico a bordo di un barbone di piazza Maubert
chiamato Eloisio Depilesio».
Comincia
così la biografia del minuscolo e marginale personaggio, di nome Arsenio,
piattola in servizio in questo libro.
Non avrei mai pensato che, dopo aver fatto le capriole con la graziosa
Marie-Maud, questa faceta bestiola mi avrebbe condotto fino a Giava veloce
come un giavellotto.
Che per causa sua avrei dovuto far fuori un sacco di gente, non troppo
onesta del resto, e assistere alla tragica incoronazione di Têst’a’trômb
II, sultano di Kebi Skero!
Ecco perché è meglio che una piattola non esca mai dalla sua riserva.
Se per caso ne hai una che punta i piedi, mandala a farsi dare una bella
grattata.
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